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Posts Tagged ‘ubuntu’



20
ott

KSplice: aggiornare il kernel su Linux senza riavviare

Posted by Trevocke

ksplice

Linux possiede numerose caratteristiche positive. Una di queste è la possibilità di effettuare tutti gli aggiornamenti che vogliamo senza il bisogno di riavviare il sistema. In realtà, forse non possiamo aggiornare proprio tutto, ad esempio non possiamo aggiornare il kernel senza eseguire un reboot. Questo “problema” (se per voi è davvero tale) può essere facilmente risolto utilizzando un software di nome KSplice.
Ora che Ubuntu Maverick Meerkat è stato rilasciato, l’applicazione KSplice Uptrack è disponibile in maniera gratuita per coloro che dispongono di tale distro. Il programma è disposto di un’interfaccia grafica davvero ben fatta e permette di aggiornare il kernel molto più facilmente anche senza riavviare il sistema operativo. È uno strumento molto utile, che riduce sensibilmente i tempi morti e che fa risparmiare un paio di minuti che in ambito lavorativo potrebbero risultare preziosi. Avremo così un sistema molto più veloce che si avvicina ulteriormente al traguardo della mancanza del bisogno di riavviare.
Per i sistemi desktop il programma può essere installato in modo completamente gratuito su Ubuntu e Fedora, mentre per le altre distro o per sistemi server il software è distribuito con licenza commerciale. Sul sito ufficiale di KSplice è disponibile una piccola guida che assiste l’utente nell’installazione del programma su Ubuntu.

18
ott

Imparare ad usare il terminale Linux con CLI Companion

Posted by Trevocke

clicompanionmain

Se negli ultimi anni la diffusione di Linux è andata via via aumentando lo dobbiamo anche alle aziende che si sono occupate di sviluppare il sistema operativo rendendolo il più semplice possibile ed utilizzabile anche da chi non ha la minima esperienza con esso. Il terminale a riga di comando, però, rappresenta un’ostacolo di non poco conto in visione di questo grande obiettivo. L’interfaccia nera decorata da scritte bianche apparentemente senza senso infonde grande paura negli utenti principianti, tanto che spesso decidono di lasciar perdere Linux e tornare ad utilizzare Windows. Un sistema per rendere il terminale più amichevole è l’utilizzo di CLI Companion.
Si tratta di un software che si rivela utilissimo se si vogliono imparare alcuni dei comandi più importanti della command line interface. È costituito da due parti: quella superiore mostra un elenco dei più svariati comandi e ne spiega il significato, dove potremo scegliere il comando che ci serve ed eseguirlo, mentre la parte inferiore mostra la riga di comando e gli effetti che sortiscono i comandi che diamo al sistema. Insomma è un vero e proprio insegnante che ci istruirà sull’uso del terminale di Linux.
L’installazione su Ubuntu Maverick Meerkat è molto semplice e consiste nell’effettuare due passi. Per prima cosa si deve aprire il terminale e aggiungere un PPA con il seguente comando:

sudo add-apt-repository ppa:clicompanion-devs/clicompanion-nightlies

Infine bisogna aggiornare la lista dei pacchetti ed installare quello di nome clicompanion.

12
ott

Migliorie di Ubuntu 10.10 Server Edition

Posted by Trevocke

ubuntu-server-logo

Con l’uscita di Maverick Meerkat, ovvero Ubuntu 10.10, sono stati apportati cambiamenti anche all’edizione pensata per chi necessita di un sistema in grado di fornire affidabilità e sicurezza anche in ambito server. Ecco quindi che nasce Ubuntu 10.10 Server Edition.
Le migliorie principali, come spesso accade quando vengono rilasciati degli aggiornamenti per un sistema operativo, riguardano la stabilità in generale: da questo punto di vista non si può certo dire che Canonical abbia deluso le aspettative. Altri cambiamenti degni di nota riguardano la configurazione dei parametri necessari per mettere a punto un server con Ubuntu.
Ma il punto principale di questa distribuzione risiede nel cloud computing. Secondo le parole di Neil Levine, vicepresidente del Corporate Services di Canonical, il team di sviluppatori ha lavorato con lo scopo di consolidare la leadership di Ubuntu nel campo della computazione sia a livelli locali sia a livelli ibridi (anche con l’introduzione di nuove funzionalità).
Con l’uscita dell’edizione server gli sviluppatori hanno colto l’occasione per aggiornare il kernel, aggiungere parametri di configurazione del boot e la possibilità di utilizzare le Amazon Machine Image anche offline con una macchina virtualizzata.
Su Amazon EC2, l’azienda sudafricana sviluppatrice della distro offre la possibilità di provare Ubuntu Server Edition in modo gratuito per un’ora. Non si può certo dire che abbiano snobbato questa versione dell’OS.

12
ott

Skin versione Mac OS X per Ubuntu

Posted by Trevocke

macbuntu

I temi di Ubuntu, sviluppati da Canonical, vengono aggiornati ad ogni rilascio della distro di Linux. Ve ne sono di tutti i tipi e per tutti i gusti ma lo stile grafico di Mac OS X ha conquistato molti. Perciò alcuni si potrebbero porre questa domanda: perchè non provare ad imitare la grafica inventata da Apple sulla distro “for human beings”?
A tal proposito è nato il progetto Macbuntu, che ha come scopo la creazione di un tema per Ubuntu ispirato al sistema operativo di Cupertino. Bastano poche operazioni di una semplicità inaudita per trasformare il proprio computer in un simil Mac, trasformando le icone, il tema di controlli GTK+, lo stile delle finestre, lo sfondo del desktop e tutto il resto. Al termine dell’installazione di questa skin vi chiederete come mai avete comprato un Mac ma non avete alcuna memoria di quell’acquisto.
Scherzi a parte, vediamo come installare Macbuntu su Lucid Lynx. Per prima cosa aprite il terminale ed eseguite i comandi seguenti:

$ wget https://downloads.sourceforge.net/project/macbuntu/macbuntu-10.04/v2.2/Macbuntu-10.04.tar.gz -O /tmp/Macbuntu-10.04.tar.gz
$ tar xzvf /tmp/Macbuntu-10.04.tar.gz -C /tmp
$ CD /tmp/Macbuntu-10.04/
$./install.sh

A quel punto vi basterà seguire la procedura di installazione per mettere la maschera al vostro sistema operativo.
Per effettuare la disinstallazione e tornare al vecchio tema aprite il terminale e puntate alla cartella dove avete scaricato l’archivio (ovvero /tmp/Macbuntu-10.04) e dare questo semplice comando:

$./uninstall.sh

Non è niente di complicato e vale la pena provarlo almeno una volta.

11
ott

Le distro derivate di Ubuntu si aggiornano

Posted by Trevocke

kubuntu-xubuntu-lubuntu

Come ben sapete, ieri è stato il giorno del “perfect ten” (così è stato soprannominato il 10 ottobre 2010, giorno in cui è stata rilasciata la versione 10.10 di Ubuntu) che ha visto la nascita della sorella minore della distro di Linux made in Sudafrica. Insieme ad essa sono stati rilasciati, in contemporanea, gli aggiornamenti per le sue distro derivate: stiamo parlando di Kubuntu, Xubuntu e Lubuntu (nonostante quest’ultima non goda della certificazione ufficiale da parte di Canonical e gli sviluppatori abbiano dichiarato che l’aggiornamento sarebbe uscito con qualche giorno di ritardo rispetto a Ubuntu).
Ma le novità riguardano principalmente i primi due sistemi operativi. Per quanto riguarda Kubuntu 10.10: ambiente di lavoro confortevole, prestazioni (bene o male) all’altezza dell’edizione GNOME della distro ma con un consumo più alto di memoria volatile. Probabilmente non sarebbe guastato un miglioramento dell’organizzazione dei menu.
L’altra distro, Xubuntu 10.10, basata su ambiente Xfce, ha risposto anch’essa molto bene ai test effettuati dagli utenti: in fase di navigazione e di editing semplice il sistema operativo si è dimostrato all’altezza e non ha dato problemi di sorta. D’altronde non ci potevamo aspettare altro da una distro nata proprio per essere installata su computer portatili e specializzata nella leggerezza e nella semplicità.
Oltre a questo non possiamo dirvi, anche perchè le opinioni possono variare in base all’uso che si fa di tali distribuzioni. Vi invitiamo comunque a provare queste edizioni di Linux, se ne avete tempo e voglia.

11
ott

Installare i nuovi font Ubuntu sulle vecchie versioni

Posted by Trevocke

ubuntu20font20family1

Già da Ubuntu 10.04 (o Lucid Lynx, nome con cui è conosciuta la versione precedente) era partito un cambio di stile grafico della distribuzione Linux più diffusa e famosa. Con la nuova versione, uscita proprio oggi, sono stati introdotti nuovi fonts, che rendono la lettura delle scritte molto più piacevole e meno stancante.
Ubuntu Font Family, è questo il nome del font utilizzato nella distro. Semplice, bello e perfettamente leggibile su praticamente qualsiasi monitor. Non potremmo fornire una descrizione più appropriata!
Chi possiede ancora una versione precedente del sistema operativo Ubuntu, può seguire pochi semplici passaggi per provare ad utilizzare il suddetto sistema di caratteri anche in un OS che non sia Maverick Meerkat.
Per prima cosa dovete aprire il terminale e fornire questi pochi comandi:
sudo add-apt-repository ppa:webupd8team/ubuntu-font-family
sudo apt-get update
sudo apt-get install ttf-ubuntu-font-family

Successivamente dovete recarvi nel pannello delle preferenze e nel menu dell’aspetto selezionare il nuovo font appena installato.
In alternativa, potete installarlo semplicemente scaricandolo dal sito ufficiale del font di Ubuntu. Questo metodo, però, non garantisce l’aggiornamento automatico come invece accade installandolo da terminale.
Ci auguriamo che questa piccola guida possa risultare utile a molti di voi, che in attesa di passare a Maverick Meerkat non resistono alla tentazione di provare questo font nuovo di zecca.

11
ott

Maverick Meerkat, ovvero Ubuntu 10.10

Posted by Trevocke

maverick-meerkat

Oggi, il giorno 10/10/10, è stato rilasciato Ubuntu 10.10 che assume il nome in codice di Maverick Meerkat. Nello sviluppo di questo aggiornamento (ovviamente) Canonical ha cercato di approntare delle modifiche che migliorassero l’esperienza che il sistema operativo è in grado di far vivere agli utenti.
Eccone alcuni:

I temi: Ambiance e Radiance, rispettivamente scura e chiara, si propongono in una nuova versione molto carina. La scelta tra le due alternative (ma non solo: ci sono anche altri temi oltre i due più importanti) potrà accontentare sia gli amanti del chiaro che i cultori dello scuro.
Nuovi fonts: A differenza dei precedenti, i fonts adottati in questa nuova versione risultano molto piacevoli e non stancano alla vista.
Sound menu: Le principali migliorie al menu del volume riguarda la possibilità di gestire gli audio che vengono riprodotti nel frattempo (ad esempio mentre viene riprodotta della musica nel lettore multimediale).
Software Center: Oltre alla nuova grafica, il nuovo sistema di gestione dei software può essere utilizzato anche per installare software a pagamento.

Altre caratteristiche di cui sentiamo di dovervi parlare: il nuovo kernel supporta quasi tutte le periferiche di ultima uscita, il GNU è stato aggiornato, OpenOffice.org è rimasto al suo posto (probabilmente verrà sostituito da LibreOffice soltanto nella prossima versione), Empathy ha sostituito Pidgin come software di instant messaging e Firefox rimane il browser predefinito.

08
ott

Wubi, un installer di Ubuntu per Windows

Posted by Trevocke

wubi

Quando si prova curiosità nei confronti di Ubuntu ma non si vuole rinunciare a Windows, spesso si ricorre a soluzioni quali i live-cd o installazioni su macchine virtuali. Una soluzione più efficacie (in quanto gode di maggiore velocità) ma meno conosciuta consiste nell’installazione in dual boot tramite il sistema operativo di Microsoft. Ma com’è possibile installare la distro di Linux senza lasciare l’ambiente Windows? Semplice: ci pensa Wubi!
Configurare un sistema multiboot (ovvero installare più di un sistema operativo nella stessa macchine e permettere la scelta dell’OS da caricare all’avvio) può risultare tanto difficoltoso quanto pericoloso per chi non ha abbastanza esperienza con tali operazioni. Se si sbaglia si può pregiudicare il funzionamento stesso della macchina e la cosa sicuramente non fa piacere. Ecco perchè usare Wubi: un programma che permette di installare Ubuntu e configurare il sistema in modo da avere la possibilità di scegliere quale sistema operativo usare ogni volta che accendiamo il pc.
Questo piccolissimo software (pesa meno di 1 MB) si presenta con un’interfaccia tipica degli installer di Windows e per questo eviterà molti problemi a chi non ha dimestichezza con altri ambienti. Il peso minimo del programma è giustificato dal fatto che Wubi scaricherà i files necessari all’installazione sul momento. Non solo sarà possibile installare Ubuntu, ma anche le sue distro derivate (ovvero Kubuntu, Kubuntu KDE4 e Xubuntu).
Se avete timore di sbagliare qualcosa durante l’installazione, il consiglio è di usare questo programma.