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Posts Tagged ‘Linux’



12
ott

Migliorie di Ubuntu 10.10 Server Edition

Posted by Trevocke

ubuntu-server-logo

Con l’uscita di Maverick Meerkat, ovvero Ubuntu 10.10, sono stati apportati cambiamenti anche all’edizione pensata per chi necessita di un sistema in grado di fornire affidabilità e sicurezza anche in ambito server. Ecco quindi che nasce Ubuntu 10.10 Server Edition.
Le migliorie principali, come spesso accade quando vengono rilasciati degli aggiornamenti per un sistema operativo, riguardano la stabilità in generale: da questo punto di vista non si può certo dire che Canonical abbia deluso le aspettative. Altri cambiamenti degni di nota riguardano la configurazione dei parametri necessari per mettere a punto un server con Ubuntu.
Ma il punto principale di questa distribuzione risiede nel cloud computing. Secondo le parole di Neil Levine, vicepresidente del Corporate Services di Canonical, il team di sviluppatori ha lavorato con lo scopo di consolidare la leadership di Ubuntu nel campo della computazione sia a livelli locali sia a livelli ibridi (anche con l’introduzione di nuove funzionalità).
Con l’uscita dell’edizione server gli sviluppatori hanno colto l’occasione per aggiornare il kernel, aggiungere parametri di configurazione del boot e la possibilità di utilizzare le Amazon Machine Image anche offline con una macchina virtualizzata.
Su Amazon EC2, l’azienda sudafricana sviluppatrice della distro offre la possibilità di provare Ubuntu Server Edition in modo gratuito per un’ora. Non si può certo dire che abbiano snobbato questa versione dell’OS.

11
ott

Le distro derivate di Ubuntu si aggiornano

Posted by Trevocke

kubuntu-xubuntu-lubuntu

Come ben sapete, ieri è stato il giorno del “perfect ten” (così è stato soprannominato il 10 ottobre 2010, giorno in cui è stata rilasciata la versione 10.10 di Ubuntu) che ha visto la nascita della sorella minore della distro di Linux made in Sudafrica. Insieme ad essa sono stati rilasciati, in contemporanea, gli aggiornamenti per le sue distro derivate: stiamo parlando di Kubuntu, Xubuntu e Lubuntu (nonostante quest’ultima non goda della certificazione ufficiale da parte di Canonical e gli sviluppatori abbiano dichiarato che l’aggiornamento sarebbe uscito con qualche giorno di ritardo rispetto a Ubuntu).
Ma le novità riguardano principalmente i primi due sistemi operativi. Per quanto riguarda Kubuntu 10.10: ambiente di lavoro confortevole, prestazioni (bene o male) all’altezza dell’edizione GNOME della distro ma con un consumo più alto di memoria volatile. Probabilmente non sarebbe guastato un miglioramento dell’organizzazione dei menu.
L’altra distro, Xubuntu 10.10, basata su ambiente Xfce, ha risposto anch’essa molto bene ai test effettuati dagli utenti: in fase di navigazione e di editing semplice il sistema operativo si è dimostrato all’altezza e non ha dato problemi di sorta. D’altronde non ci potevamo aspettare altro da una distro nata proprio per essere installata su computer portatili e specializzata nella leggerezza e nella semplicità.
Oltre a questo non possiamo dirvi, anche perchè le opinioni possono variare in base all’uso che si fa di tali distribuzioni. Vi invitiamo comunque a provare queste edizioni di Linux, se ne avete tempo e voglia.

11
ott

Installare i nuovi font Ubuntu sulle vecchie versioni

Posted by Trevocke

ubuntu20font20family1

Già da Ubuntu 10.04 (o Lucid Lynx, nome con cui è conosciuta la versione precedente) era partito un cambio di stile grafico della distribuzione Linux più diffusa e famosa. Con la nuova versione, uscita proprio oggi, sono stati introdotti nuovi fonts, che rendono la lettura delle scritte molto più piacevole e meno stancante.
Ubuntu Font Family, è questo il nome del font utilizzato nella distro. Semplice, bello e perfettamente leggibile su praticamente qualsiasi monitor. Non potremmo fornire una descrizione più appropriata!
Chi possiede ancora una versione precedente del sistema operativo Ubuntu, può seguire pochi semplici passaggi per provare ad utilizzare il suddetto sistema di caratteri anche in un OS che non sia Maverick Meerkat.
Per prima cosa dovete aprire il terminale e fornire questi pochi comandi:
sudo add-apt-repository ppa:webupd8team/ubuntu-font-family
sudo apt-get update
sudo apt-get install ttf-ubuntu-font-family

Successivamente dovete recarvi nel pannello delle preferenze e nel menu dell’aspetto selezionare il nuovo font appena installato.
In alternativa, potete installarlo semplicemente scaricandolo dal sito ufficiale del font di Ubuntu. Questo metodo, però, non garantisce l’aggiornamento automatico come invece accade installandolo da terminale.
Ci auguriamo che questa piccola guida possa risultare utile a molti di voi, che in attesa di passare a Maverick Meerkat non resistono alla tentazione di provare questo font nuovo di zecca.

11
ott

Maverick Meerkat, ovvero Ubuntu 10.10

Posted by Trevocke

maverick-meerkat

Oggi, il giorno 10/10/10, è stato rilasciato Ubuntu 10.10 che assume il nome in codice di Maverick Meerkat. Nello sviluppo di questo aggiornamento (ovviamente) Canonical ha cercato di approntare delle modifiche che migliorassero l’esperienza che il sistema operativo è in grado di far vivere agli utenti.
Eccone alcuni:

I temi: Ambiance e Radiance, rispettivamente scura e chiara, si propongono in una nuova versione molto carina. La scelta tra le due alternative (ma non solo: ci sono anche altri temi oltre i due più importanti) potrà accontentare sia gli amanti del chiaro che i cultori dello scuro.
Nuovi fonts: A differenza dei precedenti, i fonts adottati in questa nuova versione risultano molto piacevoli e non stancano alla vista.
Sound menu: Le principali migliorie al menu del volume riguarda la possibilità di gestire gli audio che vengono riprodotti nel frattempo (ad esempio mentre viene riprodotta della musica nel lettore multimediale).
Software Center: Oltre alla nuova grafica, il nuovo sistema di gestione dei software può essere utilizzato anche per installare software a pagamento.

Altre caratteristiche di cui sentiamo di dovervi parlare: il nuovo kernel supporta quasi tutte le periferiche di ultima uscita, il GNU è stato aggiornato, OpenOffice.org è rimasto al suo posto (probabilmente verrà sostituito da LibreOffice soltanto nella prossima versione), Empathy ha sostituito Pidgin come software di instant messaging e Firefox rimane il browser predefinito.

08
ott

Rilasciato Smeegol 1.0

Posted by Trevocke

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L’annuncio arriva direttamente da openSUSE Goblin Team: la prima versione della distribuzione Linux che unisce l’interfaccia di MeeGo e il backend openSUSE, chiamata Smeegol, è stata rilasciata. Il nuovo sistema operativo è nato con lo scopo di fornire un’innovativa esperienza openSUSE vissuta tramite MeeGo per quei poveri computer (soprattutto netbook) dalle scarse prestazioni e dalla notevole età, che fanno fatica a tenersi al passo con i tempi.
Secondo gli sviluppatori, questa fusione renderà possibile per gli utenti utilizzare il camaleonte a pieno regime godendo di tutte le applicazioni inserite nei repository del Build Service. Tra i programmi degni di nota citiamo Banshee (installato come music player di default) ed Evolution Express per la gestione della posta elettronica, in grado anche di interagire con i maggiori social network come Facebook, Twitter, Myspace, Digg e Flickr. Per quanto riguarda il browser, non ce n’è uno predefinito: si può tranquillamente scegliere se usare Firefox o Chromium.
Il rilascio di Smeegol è avvenuto tramite LiveCD scaricabile in versione a 32 o a 64 bit. Per chi già possiede la distribuzione openSUSE è anche possibile installare Smeegol con un solo click oppure clonare e modificare il progetto con SUSE Studio.
Maggiori dettagli potete trovarli sul sito della distribuzione openSUSE.

08
ott

Wubi, un installer di Ubuntu per Windows

Posted by Trevocke

wubi

Quando si prova curiosità nei confronti di Ubuntu ma non si vuole rinunciare a Windows, spesso si ricorre a soluzioni quali i live-cd o installazioni su macchine virtuali. Una soluzione più efficacie (in quanto gode di maggiore velocità) ma meno conosciuta consiste nell’installazione in dual boot tramite il sistema operativo di Microsoft. Ma com’è possibile installare la distro di Linux senza lasciare l’ambiente Windows? Semplice: ci pensa Wubi!
Configurare un sistema multiboot (ovvero installare più di un sistema operativo nella stessa macchine e permettere la scelta dell’OS da caricare all’avvio) può risultare tanto difficoltoso quanto pericoloso per chi non ha abbastanza esperienza con tali operazioni. Se si sbaglia si può pregiudicare il funzionamento stesso della macchina e la cosa sicuramente non fa piacere. Ecco perchè usare Wubi: un programma che permette di installare Ubuntu e configurare il sistema in modo da avere la possibilità di scegliere quale sistema operativo usare ogni volta che accendiamo il pc.
Questo piccolissimo software (pesa meno di 1 MB) si presenta con un’interfaccia tipica degli installer di Windows e per questo eviterà molti problemi a chi non ha dimestichezza con altri ambienti. Il peso minimo del programma è giustificato dal fatto che Wubi scaricherà i files necessari all’installazione sul momento. Non solo sarà possibile installare Ubuntu, ma anche le sue distro derivate (ovvero Kubuntu, Kubuntu KDE4 e Xubuntu).
Se avete timore di sbagliare qualcosa durante l’installazione, il consiglio è di usare questo programma.

07
ott

Ubuntu e Lenovo alla conquista della Cina

Posted by Trevocke

ubuntulenovocina

Lenovo, una delle più grandi case produttrici di computer sia fissi che portatili, è ormai pronta ad affrontare la dura campagna di Cina: a quanto pare l’azienda sarebbe intenzionata a conquistare il mercato cinese a suon di computer che utilizzano il sistema operativo Ubuntu.
Saranno milioni i pc che verranno prodotti e distribuiti direttamente con la più famosa distro. La fonte della notizia è nientemeno che Jon Melamut, vicepresidente del dipartimento vendite di Canonical, azienda sviluppatrice della distribuzione Linux, che ha rivelato le intenzioni di Lenovo. Questo obiettivo dovrebbe essere raggiunto in breve tempo (probabilmente entro la fine dell’anno corrente). L’avvento di una distribuzione aperta di questo calibro in estremo oriente potrebbe rappresentare un punto di svolta per il mercato cinese e per l’open source in generale.
Cosa cambierà per l’utilizzatore dagli occhi a mandorla? Sicuramente potrà disporre di un’alternativa di alto livello ai programmi di oltre oceano, a partire dal sistema operativo Windows di Microsoft. Del resto la filosofia dell’open source pare essere già abbastanza radicata nella nazione e Canonical non è stata tanto ingenua da lasciarsi sfuggire l’occasione di espandersi territorialmente. Sono già previsti degli incontri in Cina per sondare il terreno dell’operazione e staremo a vedere come andrà a finire la vicenda.

07
ott

GNOME 3 a marzo 2011

Posted by Trevocke

gnome2-marzo2011

Pochi giorni fa, è stato rilasciato GNOME 2.32 che non ha apportato modifiche degne di nota. Molto probabilmente si tratta dell’ultimo aggiornamento della seconda versione, visto che gode della stabilità e del comfort tipici delle versioni di fine serie. Ma non era esattamente ciò che gli utenti Linux aspettavano, infatti per ora di GNOME 3 non vi è nemmeno l’ombra.
La terza versione di questo ambiente desktop è ancora in fase di sviluppo, anche se dai programmatori non provengono molte notizie sullo stato dei lavori, e ora il team ha fissato una nuova data (speriamo definitiva) per il rilascio: marzo 2011. Dunque bisognerà armarsi di pazienza e aspettare un intero inverno, durante il quale gli sviluppatori allestiranno GNOME Shell e liquideranno vari dettagli.
Anche volendo conoscere l’avanzamento della preparazione di GNOME 3, documentarsi è pressoché impossibile. Neanche sui siti dedicati al desktop environment si trovano informazioni utili: su Twitter non vengono fornite indiscrezioni e su Gnome.org le news a riguardo sono piuttosto vecchie. Per ora si sa solo che la ripulitura e la riorganizzazione delle librerie è a buon punto, Zeitgeist sta pian piano facendo il suo ingresso in GNOME e tra Red Hat e Canonical non corre buon sangue a causa delle reciproche accuse di fork involontari.
Attendiamo quindi la primavera del prossimo anno, sperando che il parto termini.